Rigurgitino rosso tramonto in via dell'Oriuolo

( sabato, 14 novembre 2009; 14/11/2009 17:36 )

Firenze. Finalmente una settimana di ferie, in realtà sono undici giorni, fra l’altro quasi finiti, o finiti già, visto che mercoledì torno al lavoro. Intanto fatemi dire che un treno regionale come quello che da Roma mi ha portato a Firenze, nessuno mai. Un viaggio in cui fila tutto liscio, in cui non mi ritrovo nessun puzzone (qua ci starebbe bene una specificazione geografica che ometto se no mi date del razzista, ma è noto il popolo dei puzzoni, no?!) seduto a fianco. Un viaggio in cui ad un certo punto ho avuto persino un miraggio che non era un miraggio, e questo è ancora più straordinario. Ebbene, sul regionale delle tredici e zero cinque Roma Tiburtina - Firenze Santa Maria Novella, immediatamente sotto ai cestini, indovinate un po’, c’erano due prese elettriche. Ne ho approfittato come… come… come un approfittatore, ecco. Ho attaccato telefono e pc e via a scrivere che è una meraviglia, mentre la batteria del mio telefono settennale cercava di assorbire quelle poche energie che riesce a trattenere. È peggio di una bisaccia consunta. Ci manca solo che riesca a scaricarsi ricaricandosi.
Sì, ok, è ora di cambiarlo. Non da oggi, da almeno un paio d’anni. È  che io sono un ragazzo all’antica e l’acquisto del telefono per me è un momento importante, da ricordare, una spesa da ponderare attentamente. E allora tendo a far coincidere momenti così importanti, da ricordare, una spesa da ponderare attentamente, con una ricorrenza, con Natale, con un giorno particolare in cui farmi o farmi fare un regalo. Non ridete troppo, ma pensavo alla mia laurea.
Considerati gli ultimi accadimenti, direi che la laurea viene posticipata da una data da destinarsi ,già molto lontana, certo, a una data ancora più indefinita e indefinibile, fuori dal tempo e dallo spazio, una data che se poco poco i Maya c’hanno seppur a culo, azzeccato, non sarà mai da nessun essere umano festeggiata. Sicché il cellulare va comprato prima del 21 dicembre 2012. Nelle prossime settimane passerò da Mediaworld e pescherò in uno di quei cestoni di cellulari a diciannove euro, col fiocco blu e rosso sulla scatola. Unico imperativo: evitare quelli con gli sportellini. Non che funzionino male, anzi, però sette anni di apri e chiudi son faticosi eh. Tutti quei secondi risparmiati, forza nelle mani da destinare ad occupazioni magari più piacevoli. E qui chiudo.
Ah, volevo scusarmi con i passanti di via dell’Oriuolo. Giovedì sera ho dato vita ad uno spettacolo terrificante, anzi no, t-e-r-r-i-f-i-c-a-n-t-e. Riso alla zucca per cena, tre bottiglie di vino novello in quattro, due negroni  al bicchiere delle lemonsode, quello della coca cola 0.5 per dirvi, che rifiutare era impossibile, visto che costavano tre euro e cinquanta l’uno. Un cocktail micidiale che ha fatto di me un corpo malandato e piagnucolante che vomitava fuori al Foco. Notata la colorazione rosso tramonto del liquame viscerale, il tipo del locale, mentre gettava secchi di acqua sul marciapiede: “Ma cosa avete mangiato?!” e io, schizzando bavetta qua e là: “Riso alla zucca!” e scoppio a piangere. Non riesco a capire perché quando mi ubriaco di brutto piango. Luca ha realizzato un video del quale ho acquistato i diritti per ventitremila dollari. Anzi, lo ringrazio per aver abbassato la cifra, in funzione dell’amicizia fraterna che ci lega. Grazie eh! Comunque l’ho distrutto, quindi evitate vane richieste.
Dal prossimo post La stanza del Matto si trasferirà definitivamente di là: www.matteogrimaldi.com quindi occhio!
Buon week-end!

matto81; permalink; commenti (2);



Andale, andale! Arriba, arriba!

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L’epopea di Luca Sognatore, venticinque anni, al suo primo giorno di lavoro nel reparto frutta di un supermercato, alle prese con colleghi e clienti dalle pretese assurde, datori di lavoro paranormali e amori forse impossibili.
Il mio nuovo romanzo pubblicato da Camelopardus di Sara Saorin e, a dicembre, in tutte le librerie, almeno quelle che si dimostreranno con me umane e compassionevoli.
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Uno parecchio intollerante, ma un pizzico buono, che ha l'assurda pretesa di racchiudere tutto il cielo nella Stanza, perché secondo lui ci sta.

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Chiunque è il benvenuto, però che nessuno si azzardi a rubacchiare idee scopiazzando post, o parti di essi, spacciondoli per propri, oppure prelevando codice qua e là, ché io poi lo vengo a risapere e gli faccio troncare le manucce da Italia, la mia tartaruga piranha. Nel remoto caso trovaste, per un qualche inspiegabile motivo, le mie parole interessanti, vi invito caldamente ad aggiungere la Stanza ai vostri feed, così non ci perdiamo di vista. E non dite che non sapete come fare perché ho fatto istallare apposta dei modernissimi faretti a risparmio energetico (lo stile non è acqua) sul pulsantone, costati anche un tot. Quindi... cliccate!

Detto questo, buona lettura!

Poi, se siete curiosi di sapere cosa si è detto nella Stanza del Matto di faccende che vi stanno particolarmente a cuore che so, delle tette nuove di Anna Tatangelo o delle disavventure sadomaso di Karina Cascella, toglietevi le vostre piccole curiosità cercando con l'intelligentissimo Cerca-Stanza (che, per gli stoltini che non l'avessero intuito, è il magico rigo bianco sottostante). Imparate anche voi a dare un nome alle cose!

QUANTO E' BELLO LU PRIMMO AMMORE...

Aspetto il Tempo, ché mi spieghi di quale morte dovrò morire, e perché. Intanto non smetto un solo istante di cercare la vita che vorrei.
Perché i sogni sono grandi come il cielo, ma non è detto che mille milioni di passi bastino a renderli irrealizzabili. L'azzurro è sempre lì, anche sotto le nuvole, anche sotto il nero della notte. E' lì ad aspettare il sole, che arriva, a volte tardi, ma arriva. Sempre.

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III EDIZIONE!!!(grazie!)

"L'impotenza diventa gocce che inumidiscono il cuscino."

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Oggi, 31 Gennaio 2009, esordisce la mia rubrica di interviste agli scrittori su Sololibri.net. Ogni sabato conosceremo un nuovo autore. Che sia giovane, vecchio, emergente, emerso o affondato non importa, conta solo che stimoli la mia curiosità. Trovate la mia e tutte le altre cliccando sul logo.

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Devo ringraziare

Un tipo che si chiama Pino Di Claudio che mi ha sempre dimostrato amicizia gratuita, quindi vera. Ai primi anni di università lui sognava di fare il grafico pubblicitario e io lo scrittore. Una sera di tanti anni fa fantasticavamo davanti a un tè e ci siam promessi che, quando io sarei diventato uno scrittore e lui un affermato grafico, avrebbe realizzato la copertina del mio primo libro; ed è proprio così che è andata. A lui devo tanto e in ultimo, in ordine cronologico, la rinascita grafica di questo luogo martoriato da una lunga serie di sventure e ora così bello, illuminato da una luna sorridente la cui somiglianza col sottoscritto è piuttosto preoccupante.
Questo è il sito della sua azienda. Ha solo un difetto: è iscritto a facebook.
Grazie Pi'!


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